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Il liquido pre-eiaculatorio può indurre gravidanza e trasmettere l’HIV?

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Specialista in Medicina Estetica Roma LIQUIDO PRE-EIACULATORIO GRAVIDANZA HIV Incinta Radiofrequenza Rughe Cavitazione Grasso Pressoterapia Linfodrenante Cellulite Calorie Pancia Sessuologia Filler PeelinSpesso si sente parlare di un liquido che viene espulso dal pene, prima che ci sia una vera e propria eiaculazione, e molti pazienti maschi mi chiedono se è vero che questo liquido può indurre o no gravidanza, specie quelli che praticano il “coitus interruptus“, cioè la tempestiva estrazione del pene eretto dalla vagina qualche istante prima dell’eiaculazione, nel tentativo di evitare il contatto diretto dello sperma con la vagina e quindi una gravidanza indesiderata. Una donna può rimanere incinta solo con questo liquido? La prima cosa da dire è che tale secrezione prende il nome di…

Liquido pre-eiaculatorio: cos’è?

Ha diversi sinonimi: secrezione eiaculatoria, secretio ex libidine, liquido preorgasmico, liquido prostatico, liquido prespermatico, liquido preseminale. Ai tempi dell’università il nome che il prof. voleva sentirsi dire era il più corretto “Liquido di Cowper“, perché viene prodotto dalle ghiandole omonime. Come appare il liquido pre-eiaculatorio? In condizioni fisiologiche è un liquido trasparente, incolore o lievemente biancastro e viscoso. Viene prodotto – come già prima acennato – dalle ghiandole di Cowper (o ghiandole bulbouretrali) durante la masturbazione, i preliminari e le fasi iniziali di un rapporto sessuale, ma anche durante la penetrazione precedentemente all’orgasmo ed all’eiaculazione dello sperma. Viene espulso dall’uretra del pene dell’uomo ben prima dell’eiaculazione vera e propria. La quantità emessa dipende dal singolo individuo, si possono verificare espulsioni di quantità modeste fino ad emissioni copiose.

A che serve il liquido pre-eiaculatorio?

La sua funzione è quella di neutralizzare l’acidità dell’urina e quindi in pratica esso prepara un ambiente idoneo al passaggio dell’eiaculato vero e proprio. In poche parole “pulisce e lubrifica” l’uretra, favorendo il successivo passaggio di sperma. Inoltre sembra facilitare l’adesione dello spermatozoo all’ovocita e la sua capacitazione: ovvero facilita le fertilizzazione della cellula uovo e quindi la genesi dell’ embrione.

Cosa contiene il liquido pre-eiaculatorio?

Non sono noti studi su larga scala riguardo alla presenza di sperma nel liquido di Cowper. Indagini su campioni ridotti di popolazione rilevano l’assenza di tracce di spermatozoi. Tuttavia la presenza di spermatozoi può essere causata dallo stesso liquido che lubrificando l’uretra trasporta con sé eventuali residui di sperma presenti da un rapporto precedentemente avuto, ed è quindi consigliabile orinare tra la consumazione di un rapporto e l’altro. Questi solitamente sono in numero insufficiente a causare una gravidanza, ma possono verificarsi casi inattesi, che rendono rischioso il metodo anticoncezionale del coito interrotto.

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Il liquido pre-eiaculatorio può indurre gravidanza?

Per prima cosa è utile ricordare che il “coito interrotto” è una pratica contraccettiva assolutamente poco sicura, anche perché non ci ripara dalle malattie veneree. Detto ciò il liquido pre-eiaculatorio non contiene spermatozoi (se non quelli, come detto prima, che ristagnano nell’uretra da una eiaculazione precedente), quindi non è teoricamente in grado di indurre gravidanza. Tuttavia altre ricerche indicano che in circa il 40% dei casi si repertano qualche centinaio di migliaia di spermatozoi, spesso mobili, nel liquido pre-eiaculatorio. Chi ha ragione? Probabilmente la differenza sta nella tecnica di raccolta del liquido preeiaculatorio. Uno studio ha rivelato che il liquido pre-eiaculatorio raccolto mediante eccitazione indotta da stimoli visivi NON contiene spermatozoi, mentre il liquido pre-eiaculatorio raccolto mediante eccitazione indotta da masturbazione e movimenti coitali ne contiene qualche centinaio di migliaia. Esisterebbe  quindi una differenza fra i liquidi pre-eiaculatori secreti con o senza senza stimolazione tattile del pene: sono presenti spermatozoi solo nel secondo caso. In effetti gli autori della ricerca, prudentemente, concludono raccomandando l’uso del profilattico o di altro anticoncezionale. In via del tutto induttiva la quantità secreta non dovrebbe essere sufficiente ad indurre gravidanza. Quindi se da un lato si può stare sufficientemente tranquilli, dall’altro meglio sempre le cautele!

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La sopravvivenza degli spermatozoi in uretra

Ribadiamo ancora, visto che è un concetto importantissimo: gli spermatozoi rimangono vivi in uretra dopo l’eiaculazione anche fino a SEI ore e vengono teoricamente dilavati dall’urina alla prima minzione. In caso di secondo rapporto ravvicinato, tenete sempre in considerazione che un eventuale liquido pre-eiaculatorio, seppur non contenente di per se spermatozoi, può “raccogliere” spermatozoi dell’eiaculazione precedente, rimasti lungo l’uretra. Meglio orinare e lavarsi bene tra un rapporto ed il successivo, meglio ancora usare il preservativo.

Può il liquido pre-eiaculatorio trasmettere il virus dell’HIV? 

La risposta purtroppo è SI. Vari studi hanno confermato che il liquido pre-eiaculatorio può veicolare il virus dell’HIV, cioè il virus che causa l’AIDS.

Leggi anche: Profilattico: i consigli per evitare che si deteriori e come comportarsi quando si rompe durante il rapporto

Ed anche: Profilattico: come si usa e come scegliere quello più adatto alle tue esigenze

 

Dott. Emilio Alessio Loiacono

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Una malattia che sembrava scomparsa sta raggiungendo picchi allarmanti in Italia: come difendersi?

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Specialista in Medicina Estetica Roma MALATTIA SCOMPARSA PICCHI ITALIA Radiofrequenza Rughe Cavitazione Grasso Pressoterapia Linfodrenante Dietologo Cellulite Calorie Pancia Sessuologia Filler Botulin SexLe malattie dei secoli scorsi erano causate soprattutto dalla scarsa igiene personale, casalinga e degli agglomerati urbani; basti pensare che solo fino ad alcuni decenni fa, in Italia gli scarichi delle fogne erano quasi sempre alla luce del sole, malsane, malcostruite ed in balia della colonizzazione di topi ed animali delle fogne. Ora per fortuna le cose, nel nostro Paese, le cose sono cambiate e moltissime patologie infettive del passato sono state virtualmente azzerate. Ma è davvero così per tutte le malattie?

Ritorno al passato

Alcune malattie stanno tornando ad essere diffuse: torna infatti la sifilide (vedi foto in alto) e non è sola: con lei anche le infezioni da clamidia e la gonorrea.  Sono le tre malattie a trasmissione sessuale che stanno raggiungendo negli ultimi mesi – in Italia ed in Europa – picchi allarmanti. Secondo l’ultimo rapporto dell’European center for diseases control and prevention, al primo posto, in Europa, sono appena balzate le infezioni da clamidia, infezioni batteriche spesso subdole che, quando trascurate, possono perfino portare all’infertilità. Con il termine infezioni da clamidia si indicano una varietà di patologie causate nell’uomo da un batterio gram-negativo, Chlamydia trachomatis. Si tratta di varie infezioni tra cui il linfogranuloma venereo, la malattia infiammatoria pelvica e il tracoma.

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A rischio soprattutto i più giovani

Anche le altre due, in particolare la sifilide, sono in rapida ascesa. E sono i giovani tra i 15 e i 24 anni la categoria più a rischio. I casi di sifilide in Europa sono circa ventimila, ben il 9% in più rispetto all’anno precedente. In questo caso, però, la maggior parte dei pazienti aveva più di 25 anni. La sifilide, conosciuta anche come lue, è una malattia causata dal batterio Treponema pallidum. Si ritiene che circa 12 milioni di persone siano state infette da sifilide nel 1999, con più del 90% dei casi registrati nei paesi in via di sviluppo. La malattia colpisce tra le 700.000 e le 1,6 milioni di donne gravide all’anno, con conseguenti aborti spontanei, bambini nati morti e casi di sifilide congenita.

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Come difendersi dalle malattie a trasmissione sessuale?

Il profilattico rappresenta – ad oggi – il mezzo più sicuro per difendersi dalle malattie a trasmissione sessuale. Protegge efficacemente dall’HIV, dalla gonorrea, dalla clamidia, dalla tricomoniasi e dalla sifilide. Per l’herpes e l’HPV il grado di protezione è più basso, in quanto queste infezioni sono trasmesse attraverso il contatto con zone cutanee infette che sono vicine agli organi genitali. Il preservativo deve essere conservato con cura e controllando prima dell’uso la data di scadenza. È importante utilizzarlo sin dall’inizio del rapporto sessuale, fare attenzione a non danneggiaro con denti o unghie durante l’apertura. E’ indispensabile usare sempre lubrificanti a base d’acqua. Si consiglia, inoltre, di evitare la condivisione di effetti personali (rasoi, spazzolini, pettini, aghi e siringhe) e assicurarsi che parrucchieri e tatuatori usino strumenti sterilizzati o monouso.

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Cosa fare se si è stati contagiati?

Se il trattamento viene effettuato tempestivamente, quasi tutte le malattie sessualmente trasmissibili sono curabili in maniera definitiva. Alcune di queste malattie possono essere asintomatiche e, se vengono trascurate, possono provocare seri danni e gravi complicazioni. Per questo motivo, se si ha qualche dubbio, è fondamentale il ricorso al proprio medico, a un ginecologo, a un consultorio o ai centri ospedalieri.
Quando si scopre di avere contratto un’infezione sessualmente trasmissibile è molto importante informare le persone con cui si hanno avuto rapporti negli ultimi 6 mesi, affinché si sottopongano ai test e alle cure.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono

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Quanto deve durare un rapporto sessuale prima che si parli di eiaculazione precoce?

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Specialista in Medicina Estetica QUANTO DURARE RAPPORTO SESSUALE EIACULAZIONE PRECOCE Roma Cavitazione Pressoterapia Grasso Linfodrenante Dietologo Cellulite Calorie Pancia Sessuologia Sesso Pene BotulinoL’eiaculazione è l’emissione, attraverso il meato uretrale, dello sperma causata dalle contrazioni dei muscoli alla base del pene e dell’epididimo, in seguito al raggiungimento dell’orgasmo maschile. L’eiaculazione viene detta “precoce” (in latino ejaculatio praecox) quando – a causa della difficoltà o incapacità da parte dell’uomo nell’esercitare il controllo volontario sull’eiaculazione – essa avviene in tempi eccessivamente rapidi. Ma cosa significa “tempi eccessivamente rapidi”? Grazie a dei ricercatori australiani oggi (forse) abbiamo una risposta precisa!

Tre minuti 

“Tre minuti solo tre minuti” cantano i Negramaro in una famosa canzone del 2005. Tre minuti: questa la soglia al di sotto della quale si tratterebbe di eiaculazione precoce. Il dato preciso su cui i medici possono basarsi per fare una diagnosi deriva da uno studio dei ricercatori del Centro australiano di salute sessuale, condotti dal direttore Chris McMahon, riportato sul prestigioso Journal of Sexual Medicine. Vi sembra troppo? Troppo poco? Personalmente ad un uomo che non riesca mai a trattanere l’eiaculazione per più di tre minuti di rapporto, io consiglierei di approfondire quantomeno il problema.

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Meno diffusa di quanto si pensasse

Viene inoltre confutata l’indicazione avanzata da secoli secondo cui una percentuale compresa tra il 25 e il 30 per cento degli uomini soffrisse della patologia: in seguito allo studio, è infatti possibile affermare che soltanto il 2-3 per cento dei maschi ne soffra sin dalla prima volta (eiaculazione precoce primaria, cioè manifestata fin dall’inizio dell’attività sessuale del soggetto), mentre un altro 4-6 per cento la “contrae” durante la propria vita (eiaculazione precoce secondaria, intervenuta dopo un periodo di attività sessuale soddisfacente).

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Si tratta di eiaculazione precoce solo se…

“Vi sono tre condizioni nella diagnosi ed è necessario che si verifichino tutte. Oltre alla durata, è necessario che gli uomini non riescano a controllare o ritardare l’eiaculazione durante il sesso e che questi problemi di performance causino conseguenze psicologiche negative di frustrazione, fino al punto di evitare il rapporto – spiega McMahon nel testo della ricerca – Non rientrano nella diagnosi, i casi di ‘eiaculazione precoce variabile’, con presenza intermittente del problema, e di ‘eiaculazione precoce soggettiva’, quando si ha solo la percezione che la conclusione sia stata prematura”.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono

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Mangia più mele e farai un sesso più appagante

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo MANGIA MELE SESSO PIU APPAGANTE Dieta Chirurgia Medicina Estetica Roma Cavitazione Pressoterapia Grasso Linfodrenante Dietologo Cellulite Calorie Peso Pancia Sessuologia HD Pene Laser Filler Rughe BotulinoE’ una ricerca di due anni fa, ma i risultati sono decisamente interessanti quindi ho deciso di riproporvela.

Lo studio italiano

Uno studio italiano ha coinvolto 780 donne di età compresa tra i 18 e i 43 anni da settembre 2011 ad aprile 2012. Sono stati creati 2 gruppi: il primo consumava regolarmente mele con la buccia tutti i giorni (2-3 mele al giorno), l’altro meno di una mela ogni 3 giorni. La rivista scientifica “Archives of Gynecology and Obstetrics” evidenzia che le donne appartenenti al primo gruppo di studio godevano di una soddisfazione sessuale più alta e di una lubrificazione intima migliore. Pare che ad ottenere questo risultato contribuisca in gran parte la florizina, una sostanza presente nella buccia in grado di svolgere un’azione di tipo fitoestrogenica.

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Florizina ed estrogeni

La florizina (dal greco: phlóos, corteccia, e rhíza, radice)è un glucoside presente appunto principalmente nella radice e nella corteccia di pomacee e di drupacee. Per la sua proprietà di bloccare il riassorbimento renale del glucosio, con conseguente comparsa di glicosuria, è usata in medicina per la determinazione della soglia renale di tale sostanza. Tornando all’argomento dell’articolo, la florizina svolge un ruolo simile a quello degli estrogeni favorendo una vita sessuale attiva ed appagante.
Ecco perchè la ricerca conclude che le donne consumatrici assidue di mele hanno anche un sano aumento del desiderio ed una sessualità più soddisfacente.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono

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Hai mal di denti? Rischi l’impotenza

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo MAL DI DENTI IMPOTENZA Dieta Chirurgia Medicina Estetica Roma Cavitazione Pressoterapia Grasso Linfodrenante Dietologo Cellulite Calorie Peso Pancia Sessuologia Sesso Sex X Pene Laser Filler Rughe BotulinoL’impotenza, più correttamente “disfunzione erettile”, ha nelle malattie della bocca un inusuale fattore di rischio. Un gruppo di ricercatori turchi ha infatti scoperto che fra gli uomini che soffrono di infiammazione alle gengive, i problemi di erezione sono più frequenti. Lo studio che ha portato a questa conclusione, pubblicato tempo fa sul Journal of Sexual Medicine, ha portato gli scienziati a concludere che gli uomini affetti da forme gravi di parodontite – malattia infettiva che colpisce proprio le gengive – hanno una probabilità di soffrire di disfunzione erettile 3,29 volte superiore rispetto a chi non ha problemi gengivali.

 

I ricercatori hanno valutato la salute delle gengive in 80 uomini affetti da problemi di erezione e di 82 uomini che non hanno a che fare con disturbi di questo tipo. Per escludere i casi in cui le disfunzioni sessuali sono associate al naturale processo di invecchiamento o a noti fattori di rischio (fumo, diabete e malattie coronariche) sono stati coinvolti individui di età compresa fra i 30 e i 40 anni con indice di massa corporea e livello economico e di istruzione simili, non fumatori e non affetti da patologie sistemiche. L’analisi dei dati raccolti ha svelato che il 53% degli uomini affetti da disfunzione erettile soffre di disfunzione erettile, a fronte del 23% dei partecipanti inclusi nel gruppo di controllo.

 

Sono circa 150 milioni gli uomini che, in tutto il mondo, hanno a che fare con la disfunzione erettile. Fra questi, 3 milioni sono italiani (dati del 2012). “I fattori fisici causano circa due terzi dei casi, soprattutto per problemi ai vasi sanguigni, mentre i rimanenti dipendono da problematiche psicologiche come lo stress emotivo e la depressione – ha spiegato Fatih Oğuz, primo autore della ricerca -. Molti studi hanno concluso che la parodontite cronica può indurre patologie vascolari sistemiche, come le malattie coronariche, che sono state associate ai problemi d’erezione. I risultati del nostro studio sostengono la teoria secondo cui la parodontite cronica è presente più spesso nei pazienti con disfunzione erettile che in quelli che non ne soffrono e che dovrebbe essere presa in considerazione dai medici che devono curare uomini con problemi di erezione”.

Dott. Emilio Alessio Loiacono

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